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I Lakota Oggi        

                                      

Oggi: I discendenti delle poche migliaia di Lakota sopravvissuti ai massacri del secolo scorso e a quelli, forse più subdoli, del secolo attuale sono oggi poco più di 50.000 e vivono suddivisi in 9 riserve sparse tra il Sud e il Nord Dakota. Le riserve godono di una sovranità limitata sotto il controllo e la direzione del Bureau of Indian Affairs, suddiviso in 13 uffici di zona in tutto il territorio degli Stati Uniti.

Nel 1934 i Nativi ottennero che le riserve avessero un'organizzazione propria, potessero eleggere il loro Consiglio tribale almeno in parte. Negli anni '50, come reazione ed opposizione alla politica di Washington della "Termination act", che cercava di far cessare gli aiuti economici destinati alle minoranze indiane nel tentativo di far morire pian piano le riserve e integrare definitivamente i superstiti, iniziò un periodo di dure lotte. Negli anni '70 alcuni Nativi che si erano spostati dalle riserve alle città, diedero vita all'American Indian Movement, un movimento che cercava di sensibilizzare non solo gli stessi Nativi ma anche l'opinione pubblica ai problemi degli Indiani.

Tra gli avvenimenti più importanti nel lungo cammino della conquista dei diritti va ricordata la grande marcia su Washington nel 1972, chiamata "marcia dei trattati infranti", organizzata per protestare contro il Governo che non aveva mai onorato i patti stipulati con le Nazioni indiane, e culminata nell'occupazione pacifica del Bureau of Indian Affairs. 

Nel 1973 fu occupata con le armi Wounded Knee in segno di protesta contro il governo tribale della riserva oglala di Pine Ridge (dove vivono i circa 20.000 Oglala discendenti della tribù di Nuvola Rossa e di Cavallo Pazzo). L'occupazione, alla quale presero parte molti militanti dell'American Indian Movement, durò 93 giorni, ma alla fine l'esercito federale ebbe la meglio. Nel novembre 1978 con L'Indian Freedom Religion Act i Nativi ottennero la libertà di praticare la propria spiritualità, ovvero il diritto di tornare alla spiritualità dei loro padri e di praticare i riti religiosi della loro tradizione, tra i quali uno dei più importanti è la Danza del Sole, resa famosa dal film "Un uomo chiamato cavallo". 

Nel 1978 fu effettuata la Longest Walk, ovvero la lunga marcia di protesta per la rivendicazione dei principali diritti dei Nativi, sempre calpestati dalla politica di Washington, e la restituzione delle Sacre Colline Nere, situate al confine occidentale della riserva oglala di Pine Ridge, ricchissime di oro, che rappresentano per i nativi quello che per un cattolico è San Pietro o per un musulmano La Mecca. Nel 1981 si ebbe un nuovo movimento di protesta che portò all'occupazione da parte di membri dell'American Indian Movement proprio di una parte delle Sacre Colline. 

Nel 1990 i Lakota hanno organizzato una grande marcia della pace a Wounded Knee, in occasione del centenario di quel tragico massacro, e nel 1994 i capi di tutte le riserve indiane sono stati ricevuti da Clinton alla Casa Bianca. Ma ancora molto c'è da fare per il raggiungimento della piena sovranità da parte delle Nazioni indiane.

Attualmente nelle riserve lakota i tradizionalisti, ovvero quei Nativi che intendono ripristinare le usanze e le tradizioni dei loro padri, stanno cercando di ottenere di svincolarsi del tutto dal Bureau of Indian Affairs, che blocca più che agevolare lo sviluppo autonomo delle riserve e addirittura spesso anche l'effettiva distribuzione degli aiuti decisi dal Governo. Ma per ottenere questo è necessario che la Nazione Lakota venga riconosciuta tale a tutti gli effetti ed abbia quindi il riconoscimento di Nazione da parte di un Governo straniero. Grazie alle iniziative portate avanti dall'Associazione Wambli Gleska tutto questo sembra oggi un po' meno lontano.

 

 

 

 

 

 

                                                                 

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